Giulia De Lellis torna a mettere il web al centro del suo lavoro, ma questa volta lo fa cambiando prospettiva: non più soltanto stories, beauty, coppia o vita da creator, bensì un podcast in cui la voce più imprevedibile è quella dei bambini. The Piccologi, prodotto da The Bad Pastina e distribuito da OnePodcast, è arrivato alla nuova stagione con un’idea semplice e molto riconoscibile: chiedere ai più piccoli di leggere emozioni e problemi da grandi, mentre l’influencer tiene insieme ritmo, ascolto e leggerezza.

Per De Lellis è un passaggio interessante perché racconta una maturazione professionale tutta interna al linguaggio digitale. La creator romana, cresciuta tra televisione, social e format streaming, non si limita a prestare il volto a un progetto audio-video: costruisce un luogo narrativo in cui la sua popolarità serve a spostare l’attenzione dagli algoritmi alla conversazione. Ed è proprio qui che il gossip contemporaneo diventa più ricco: non solo cosa pubblica una persona famosa, ma come sceglie di trasformare la propria community in uno spazio di racconto.

Giulia De Lellis cambia registro con The Piccologi

La pagina ufficiale di OnePodcast presenta il format come il ritorno dei “piccoli grandi consiglieri” chiamati a osservare il mondo con occhi nuovi. Gli episodi affrontano temi come l’amore, il lavoro, il coraggio e le regole, sempre con Giulia De Lellis nel ruolo di guida adulta: ascolta, rilancia, semplifica quando serve e lascia che il punto di vista infantile resti il vero motore della puntata.

È un’impostazione diversa dal classico podcast celebrity. Qui il personaggio noto non occupa tutto lo spazio, ma lo organizza. La scelta è coerente con una fase in cui molti creator italiani stanno cercando linguaggi più lunghi e meno effimeri rispetto alla story di pochi secondi. Il podcast permette di tenere il tono confidenziale dei social, ma chiede anche tempi più distesi, una scrittura riconoscibile e una presenza meno schiacciata sulla reazione immediata.

Il lavoro da creator spiegato con parole semplici

Tra le puntate più aderenti al percorso pubblico di De Lellis c’è quella dedicata al lavoro, pubblicata da OnePodcast il 21 maggio 2026. Il tema sembra leggero, ma tocca una domanda centrale per chi vive di contenuti: che cosa rende un’attività davvero un lavoro? Nei dialoghi del format entrano mestieri possibili, desideri, aspettative, fatica e gioco, con quella franchezza che spesso gli adulti perdono quando devono raccontare ambizione e paura di sbagliare.

Smartphone con l'app Instagram aperta, usato come immagine di contesto sui social
Instagram su smartphone, immagine di contesto per il racconto pubblico sui social. Foto: Santeri Viinamäki, Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 4.0.

Il punto, per una figura come Giulia De Lellis, è tutt’altro che teorico. La sua carriera nasce dalla televisione popolare, si consolida su Instagram e si allarga a conduzione, beauty, branded content e audio. Raccontare il lavoro attraverso un format di intrattenimento significa anche normalizzare l’idea che la creator economy non sia soltanto esposizione, ma progettazione: scegliere un tema, costruire una relazione con il pubblico, rispettare tempi di produzione e dare una forma editoriale a ciò che online sembra spontaneo.

Dal feed al podcast, la community diventa ascolto

Il valore di The Piccologi sta anche nel modo in cui sposta il rapporto con chi segue De Lellis. Nei social la relazione è spesso fatta di commenti, like, risposte rapide e interpretazioni immediate. Nel podcast, invece, la creator chiede al pubblico di restare dentro una conversazione, seguire una dinamica e accettare che il momento più memorabile possa arrivare da una frase semplice detta da un bambino, non da un colpo di scena costruito.

Questo non cancella la dimensione pop del progetto, anzi la rende più efficace. Giulia porta con sé un immaginario riconoscibile: il beauty, la vita sentimentale raccontata pubblicamente, la maternità vissuta con attenzione ai confini, le apparizioni televisive. Il format, però, usa quel bagaglio per aprire una porta diversa. L’influencer non chiede di essere guardata soltanto come protagonista, ma di essere seguita mentre ascolta qualcun altro.

Perché il progetto funziona nel racconto web

In una categoria come Web, la notizia non è solo l’esistenza di un podcast, ma il modo in cui una celebrity digitale prova a riformulare la propria presenza pubblica. De Lellis non abbandona il terreno che l’ha resa famosa: lo allarga. Il risultato parla a chi segue i personaggi noti non per accumulare dettagli privati, ma per capire come cambiano carriera, immagine e relazione con il pubblico quando la fama nasce e cresce online.

La nuova stagione di The Piccologi, disponibile sulle piattaforme audio e video, conferma quindi una direzione precisa: meno rumore, più ascolto; meno posa, più ritmo conversazionale. È una scelta editoriale che si presta bene al pubblico di TuttiVip perché tiene insieme gossip, lavoro, identità pubblica e sensibilità contemporanea. Giulia De Lellis resta al centro, ma il racconto migliore nasce dal fatto che, per una volta, una creator molto seguita decide di fare spazio.

Fonti

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