Giusy Ferreri ha scelto la parte più calda dell’estate per rimettere al centro la voce, il palco e una curiosità nuova: quella per il racconto scritto. Vuoto Cosmico, uscito in radio, sulle piattaforme digitali e su YouTube il 14 agosto, non è soltanto un singolo da calendario estivo. È il segnale di una fase in cui l’artista riprende il filo del pop, continua a misurarsi dal vivo e prepara anche il primo romanzo.
La notizia arriva dopo mesi molto pieni. Il brano, come riporta ANSA, è il secondo capitolo della collaborazione con Michele Canova Iorfida dopo Musica Classica. In parallelo prosegue Live 2026, il tour iniziato in primavera e previsto fino a settembre. Per una cantante spesso riconoscibile al primo attacco vocale, questo ritorno ha un punto interessante: non prova a cancellare le stagioni precedenti, ma le rimette in movimento con un linguaggio più narrativo e meno prevedibile.
Il nuovo singolo dopo Musica Classica
Vuoto Cosmico porta le firme di Michele Iorfida, Vincenzo Colella, Flabio Strabbioli e Francesco Lovisetto. La produzione e il mix sono di Canova, nello studio Kaneepa di Milano: un dettaglio tecnico, certo, ma utile per capire la direzione del progetto. Ferreri non rientra nel pop cercando una semplice replica dei suoi tormentoni più celebri; sceglie invece un suono costruito, con una scrittura che guarda al cambiamento più che alla nostalgia.
Il videoclip aggiunge un altro livello al racconto. Secondo ANSA, la regia è di Vonjako, Andrea Jako Giacomini, e le riprese sono state realizzate a Villa Reale, nella frazione di Cassolnovo, nella Casa e Tenuta Perego. È un’ambientazione che funziona bene con l’idea di sospensione evocata dal titolo: una casa-museo, un passato visibile, una protagonista che attraversa stanze e simboli mentre il brano prova a definire una nuova postura artistica.
Tour, band e una carriera che resta in movimento
Il singolo non vive isolato. Radio Date elenca Live 2026 come una tournée lunga, con date distribuite tra primavera, estate e settembre, e indica la band che accompagna Ferreri sul palco: Andrea Polidori alla batteria, Fabiano Pagnozzi a pianoforte e synth, Davide Aru alle chitarre, Gabriele Cannarozzo a basso e moog, Mattia Boschi tra violoncello e chitarra. È una formazione che racconta bene l’incrocio tra energia pop, radice live e ricerca timbrica.

Per il pubblico italiano, Giusy Ferreri resta una figura particolare: nata televisivamente con una voce subito riconoscibile, ma capace negli anni di spostarsi tra tormentoni, ballate, collaborazioni e progetti più laterali. Il passaggio con la band alternative rock Bloom, citato anche nelle note di lancio, aiuta a leggere Vuoto Cosmico non come una parentesi, ma come un tassello di una ricerca continua.
Il debutto come scrittrice
La svolta più inattesa riguarda la pagina scritta. Il 15 settembre è atteso Le Voci Interrotte, noir visionario pubblicato da Solferino e indicato come esordio narrativo della cantante. All Music Italia lo presenta come la prima indagine di Minerva: un dato che apre una traiettoria diversa, perché Ferreri porta nel libro un tema, la voce, che è già il centro della sua identità musicale.
Il rischio, in casi simili, è trattare ogni deviazione dalla musica come capriccio promozionale. Qui, però, il filo appare più coerente. Una cantante che ha costruito riconoscibilità sulla timbrica sceglie un noir chiamato Le Voci Interrotte; un singolo intitolato Vuoto Cosmico arriva mentre il tour continua a riempire piazze e palchi. Il contrasto tra assenza e presenza, silenzio e performance, diventa il vero angolo del momento.
Perché questa fase pesa
Nel pop italiano la longevità non dipende solo dalla memoria dei successi. Dipende dalla capacità di rientrare nel discorso pubblico con qualcosa che abbia un presente. Ferreri oggi mette insieme tre piani: il brano nuovo, la verifica del palco e un libro imminente. Sono territori diversi, ma comunicano la stessa esigenza: non restare ferma all’immagine di una voce scoperta una volta per tutte.
La forza di Vuoto Cosmico sta proprio qui. Non promette una rivoluzione gridata, ma una fase di assestamento creativo, con un’artista che usa la propria riconoscibilità per aprire un capitolo più ampio. Per chi la segue dagli esordi e per chi l’ha ritrovata attraverso i singoli più recenti, l’estate 2026 diventa quindi un passaggio concreto: Giusy Ferreri torna a cantare, continua a suonare dal vivo e prova a raccontare anche fuori dalla forma canzone.





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