Serena Rossi arriva alla Mostra di Venezia con una notizia che pesa più di un semplice passaggio sul red carpet: l’83ª edizione della Biennale Cinema le consegnerà il Premio Campari Passion for Film 2026. Il riconoscimento è previsto giovedì 10 settembre, in Sala Grande, prima della prima mondiale fuori concorso di Scherzetto, il nuovo film di Mario Martone in cui l’attrice è tra gli interpreti principali.
È un incrocio molto cinematografico, perché il premio non arriva separato dal lavoro. Serena Rossi non sarà al Lido soltanto come volto celebrato, ma come parte di un film che riunisce anche Toni Servillo, Lorenzo Perrotta, Leonardo Lidi, Giovanni Ludeno e Gianluca Di Gennaro. La notizia, annunciata da Biennale e Campari e ripresa da ANSA, racconta quindi una fase in cui la sua carriera tiene insieme popolarità, disciplina e un rapporto sempre più forte con il grande schermo.
Il premio prima di Scherzetto
La Biennale definisce il Premio Campari Passion for Film come un riconoscimento a chi trasforma la passione in forza creativa. Nel caso di Serena Rossi, la formula non sembra di circostanza. Da Ammore e malavita a Il treno dei bambini, passando per la televisione e il teatro musicale, l’attrice ha costruito una presenza trasversale senza perdere una cifra personale molto riconoscibile: voce, misura e capacità di stare dentro registri diversi.
La consegna in Sala Grande, prima della proiezione di Scherzetto, aggiunge un valore narrativo al momento. Non è il classico premio assegnato in una cornice laterale: arriva davanti al pubblico della Mostra, nello stesso luogo in cui il film di Martone avrà il suo debutto mondiale. Per una protagonista italiana, e napoletana, è anche un modo per portare al centro del festival una traiettoria cresciuta tra cinema popolare, fiction e interpretazioni più autoriali.
Venezia come ritorno e come vetrina
Nel commento riportato dalle fonti, Rossi parla del Lido come di un luogo legato a ricordi importanti, citando anche l’esperienza della conduzione delle serate di apertura e chiusura. È una dichiarazione pubblica, non un dettaglio privato, e aiuta a leggere il premio in continuità con un rapporto già avviato con Venezia. La Mostra non la chiama soltanto per premiarla: la ritrova in un passaggio professionale che la espone a un pubblico internazionale.

Il contesto conta. L’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica si svolgerà dal 2 al 12 settembre 2026, diretta da Alberto Barbera. Inserire Serena Rossi nella serata del 10 settembre significa collocarla nella parte viva del festival, quando premi, film e incontri pubblici costruiscono l’immagine culturale dell’edizione. Per il pubblico italiano è anche un segnale: un volto amatissimo della televisione può attraversare il cinema senza restare prigioniero della familiarità domestica.
Una carriera che non sceglie una sola stanza
Il punto interessante della fase attuale è proprio questo. Rossi non ha abbandonato i linguaggi che l’hanno resa popolare, ma li sta usando come base per una presenza più ampia. La Biennale ricorda anche il suo 2026 musicale e teatrale, con SereNata a Napoli, e il lavoro nella serie Rai L’Ombra dei Manetti Bros. Il cinema, però, resta il terreno in cui oggi si misura la sua crescita più visibile.
Scherzetto porta la firma di Mario Martone ed è prodotto da Mad Entertainment con Rai Cinema, in associazione con EDI Effetti Digitali Italiani e Picomedia. Sono elementi industriali, ma non freddi: raccontano un progetto italiano che arriva a Venezia con una protagonista capace di parlare a pubblici diversi. In un panorama spesso diviso tra autorialità e popolarità, Serena Rossi funziona proprio perché non rende obbligatoria questa frattura.
Perché questa notizia funziona oltre il tappeto rosso
Il premio veneziano non cambia da solo una carriera, ma può fotografarne un passaggio. Nel caso di Rossi, arriva in un momento in cui la sua immagine pubblica non vive soltanto di simpatia o riconoscibilità televisiva: vive di scelte professionali che continuano ad allargare il campo. È una notizia da seguire perché unisce una protagonista italiana, un regista centrale come Martone e una cornice che resta una delle più osservate del cinema mondiale.
La forza del racconto, per TuttiVip, sta qui: non nel glamour fine a sé stesso, ma nel vedere una donna dello spettacolo italiano raccogliere un riconoscimento mentre porta sullo schermo un nuovo lavoro. Venezia le consegna un premio, ma soprattutto mette in luce una fase matura e molto concreta: Serena Rossi torna al Lido non come ospite occasionale, bensì come artista al centro di una storia che continua a muoversi.





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