Paola Cortellesi è una delle figure più complete dello spettacolo italiano contemporaneo: attrice, autrice, comica, sceneggiatrice e regista, ha costruito una carriera riconoscibile passando dalla televisione di intrattenimento al cinema d’autore e popolare, fino al debutto dietro la macchina da presa con C’è ancora domani. La sua forza pubblica sta nella capacità di tenere insieme tempi comici, precisione drammaturgica e una scrittura attenta ai personaggi femminili, senza trasformare la notorietà in esposizione privata.

Nata a Roma il 24 novembre 1973, Cortellesi ha iniziato molto presto a lavorare con la voce e con la scena. Prima ancora dei grandi ruoli cinematografici, il pubblico l’ha incontrata attraverso programmi televisivi nei quali imitazione, satira e ritmo radiofonico erano strumenti centrali. La televisione le ha dato una palestra di tempi rapidi: battuta, parodia, canto, presenza dal vivo e dialogo con il pubblico. Quella formazione, maturata fra varietà e comicità, è rimasta visibile anche nei lavori successivi, dove la leggerezza non cancella mai il controllo del tono.

Scheda rapida

NomePaola Cortellesi
Nascita24 novembre 1973, Roma
ProfessioneAttrice, autrice, sceneggiatrice e regista
Esordio alla regiaC’è ancora domani, 2023
Riconoscimenti documentatiDavid di Donatello e Nastri d’Argento
Attività recentePresidente di giuria del Concorso Progressive Cinema alla Festa del Cinema di Roma 2025

Dalla comicità televisiva al cinema

Il percorso televisivo di Paola Cortellesi ha una caratteristica precisa: non è mai stato soltanto esposizione di volto. Le sue apparizioni nei programmi comici e nei varietà hanno valorizzato la scrittura dei personaggi, la voce, l’imitazione e la capacità di cambiare registro. La comicità è diventata un linguaggio tecnico, non un’etichetta. Per questo il passaggio al cinema è avvenuto senza strappo: lo stesso controllo della scena che funziona nello sketch ha trovato spazio nei ruoli più lunghi, nelle commedie corali e poi nei film in cui il personaggio richiede profondità emotiva.

Nel cinema italiano degli anni Duemila Cortellesi si è imposta come interprete capace di muoversi tra commedia, racconto sentimentale, film sociale e doppiaggio. Le schede professionali di settore la indicano come attrice, regista e sceneggiatrice, con una filmografia ampia che comprende titoli popolari e lavori più autoriali. È una traiettoria importante perché mostra una continuità rara: la comicità non viene abbandonata quando arrivano i ruoli drammatici, ma resta una risorsa per dare verità ai personaggi. In molte interpretazioni la battuta serve a illuminare una fragilità, una contraddizione o un punto di resistenza.

Un passaggio centrale della sua riconoscibilità cinematografica è il rapporto con la commedia italiana contemporanea. Film come Come un gatto in tangenziale hanno confermato la sua capacità di parlare a un pubblico largo, lavorando su personaggi popolari senza ridurli a maschere semplici. Accanto alla recitazione, la scrittura è diventata progressivamente più visibile: costruzione delle scene, attenzione ai dialoghi, precisione nel ritmo e nei contrasti sociali. È anche per questo che il salto alla regia non è arrivato come un episodio isolato, ma come l’estensione naturale di un mestiere già esercitato su più livelli.

La svolta di C’è ancora domani

Nel 2023 Paola Cortellesi ha firmato C’è ancora domani, opera prima da regista, sceneggiatrice e interprete. Il film, ambientato nella Roma del secondo dopoguerra, ha unito bianco e nero, commedia, melodramma e racconto civile. La Festa del Cinema di Roma lo ha scelto come film di apertura della diciottesima edizione, sottolineando da subito il rilievo pubblico del progetto. Il successo successivo non è stato soltanto numerico: il film è diventato un caso di discussione culturale, portando in sala pubblici diversi e riaprendo il dialogo su memoria, diritti, violenza domestica e voto femminile.

Paola Cortellesi a Roma nel 2025
Paola Cortellesi a Roma nel 2025. Foto: indeciso42, fonte Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 4.0.

La forza di C’è ancora domani sta nel modo in cui Cortellesi maneggia toni apparentemente distanti. La storia conserva momenti comici, canzoni, ritmo popolare e un impianto accessibile, ma non alleggerisce la durezza del contesto. Il personaggio di Delia non viene trattato come simbolo astratto: è una donna dentro una famiglia, un quartiere, una lingua quotidiana e una struttura sociale precisa. Questa scelta ha reso il film leggibile da più generazioni, trasformando un debutto alla regia in un evento capace di uscire dal perimetro degli addetti ai lavori.

Il riconoscimento istituzionale è arrivato anche dai David di Donatello. L’Accademia del Cinema Italiano ha celebrato il David Giovani assegnato al film in un incontro alla Camera dei Deputati, richiamando il legame fra il racconto del 1946 e un luogo simbolico della democrazia. Le fonti ufficiali dei David e della Festa del Cinema di Roma indicano il film come pluripremiato e come uno dei maggiori successi pubblici del cinema italiano recente. Per Cortellesi, questo ha consolidato un profilo non più limitato all’interpretazione: la sua autorevolezza oggi comprende scrittura, regia, responsabilità produttiva e capacità di guidare un racconto collettivo.

Premi, attività pubblica e nuovi ruoli

Il palmarès di Paola Cortellesi comprende David di Donatello e Nastri d’Argento, con riconoscimenti che coprono recitazione, scrittura e debutto registico. I premi contano non solo come risultato individuale, ma come conferma di una carriera costruita nel tempo. In un settore spesso diviso fra cinema d’autore, commedia commerciale e televisione, Cortellesi ha attraversato i confini senza perdere identità. La sua figura pubblica è oggi quella di un’artista capace di parlare al grande pubblico e, allo stesso tempo, di essere riconosciuta dalle istituzioni cinematografiche.

La Festa del Cinema di Roma ha annunciato per il 2025 il suo ruolo di presidente della giuria del Concorso Progressive Cinema. È un incarico significativo: arriva dopo il successo di C’è ancora domani e conferma la sua presenza nel dibattito sul cinema contemporaneo non soltanto come volto, ma come professionista chiamata a valutare opere e percorsi autoriali. In questo senso, la sua attività pubblica si muove su un crinale chiaro: promozione del cinema, attenzione alla scrittura e partecipazione a contesti istituzionali, senza trasformare la dimensione personale in materiale centrale del racconto.

La carriera di Cortellesi mostra anche un rapporto costante con la cultura popolare italiana. Televisione, commedia, doppiaggio, canzone e cinema non sono compartimenti separati, ma linguaggi che l’attrice ha usato per costruire un repertorio riconoscibile. La sua popolarità nasce dalla familiarità, ma la durata dipende dalla precisione professionale: scegliere personaggi, scrivere scene, modulare la comicità e affrontare temi sociali con una forma accessibile. È questa combinazione a renderla una presenza centrale per il pubblico di oggi.

Guardando al suo percorso, Paola Cortellesi appare come una figura capace di aggiornare la tradizione dello spettacolo italiano. Ha ereditato la scuola del varietà, della parodia e della commedia, ma l’ha portata dentro un cinema che chiede personaggi più complessi e storie con un punto di vista forte. La sua scheda pubblica, quindi, non si esaurisce nei titoli più noti: racconta una professionista che ha trasformato talento comico, scrittura e ascolto del presente in un linguaggio personale, oggi riconosciuto dal pubblico e dalle principali istituzioni del cinema italiano.

Fonti

Fonti: MYmovies · Festa del Cinema di Roma · Festa del Cinema di Roma · David di Donatello · Rai Ufficio Stampa

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