Matilda De Angelis è entrata nel racconto pop italiano con una traiettoria rapida, ma non improvvisata: musica, fiction Rai, cinema d’autore, serie internazionali e piattaforme globali. Nata artisticamente anche come cantante, ha trasformato la naturalezza davanti alla macchina da presa in una carriera che attraversa generi diversi, dalla famiglia corale di Tutto può succedere alla scena internazionale di The Undoing, fino al ruolo da protagonista in La legge di Lidia Poët.

Scheda rapida

NomeMatilda De Angelis
NascitaBologna, 11 settembre 1995
AttivitàAttrice e cantante
Esordio cinematografico citatoVeloce come il vento
Serie tv citateTutto può succedere, Leonardo, La legge di Lidia Poët
Film citatiL’incredibile storia dell’Isola delle Rose, Fuori, Dracula: A Love Tale
Riconoscimento recenteDavid di Donatello 2026 come miglior attrice non protagonista per Fuori

Dalla musica al set

Prima di diventare un volto riconoscibile della televisione e del cinema, De Angelis ha frequentato la musica dal vivo. Questa origine si vede nel modo in cui occupa la scena: attenzione al ritmo, uso preciso della voce e una fisicità che non resta mai decorativa. Il passaggio al cinema arriva con Veloce come il vento, film che la impone subito all’attenzione perché le chiede energia, dialetto, fragilità e tenuta drammatica.

Quel debutto è importante anche per un altro motivo: non la colloca in un percorso unico. Da lì in avanti De Angelis alterna commedia, dramma, racconto storico, produzione seriale e incursioni internazionali. Il suo profilo non dipende da una sola immagine pubblica, ma dalla capacità di cambiare registro restando credibile. È una qualità rara, soprattutto per chi arriva molto giovane in un sistema in cui spesso si tende a fissare subito le interpreti in un ruolo riconoscibile.

La televisione Rai e il pubblico largo

RaiPlay conserva due passaggi utili per leggere la sua crescita. In Tutto può succedere, adattamento italiano di una serie corale familiare, De Angelis lavora dentro un cast ampio e impara a stare in una narrazione lunga, fatta di relazioni, dialoghi quotidiani e continuità di tono. Non è un dettaglio tecnico: per un’attrice giovane significa sostenere un personaggio per più stagioni, senza ridurlo a una sola funzione narrativa.

Con Leonardo, invece, il contesto cambia. La serie internazionale distribuita dalla Rai la porta dentro una produzione in costume, accanto a interpreti italiani e stranieri. Il personaggio di Caterina da Cremona richiede un registro più sospeso, costruito su mistero, immaginario rinascimentale e rapporto con il protagonista. In pochi anni, quindi, De Angelis passa dalla quotidianità contemporanea alla serialità storica, mostrando una duttilità che diventerà centrale anche nei progetti successivi.

Matilda De Angelis al Festival di Cannes 2025
Matilda De Angelis al Festival di Cannes 2025. Foto Harald Krichel, fonte Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 4.0.

Le serie internazionali

Il pubblico fuori dall’Italia la conosce anche per The Undoing, miniserie HBO che l’ha messa accanto a Nicole Kidman e Hugh Grant, e per La legge di Lidia Poët. La pagina Netflix presenta quest’ultima come un period drama ispirato alla storia della prima avvocata italiana: De Angelis interpreta Lidia, una protagonista che indaga e combatte per esercitare la professione in un contesto che le è ostile.

Il ruolo di Lidia Poët è diventato uno dei suoi più identificabili perché unisce energia pop, costume, mistero e tema civile. La serie le permette di lavorare su ironia, decisione e vulnerabilità senza trasformare il personaggio in una figurina. È anche un esempio di come la serialità italiana possa parlare a un pubblico globale quando trova un equilibrio tra ambientazione locale e racconto accessibile.

Cinema, Cannes e David

Nel cinema De Angelis ha continuato a cercare progetti diversi. L’incredibile storia dell’Isola delle Rose l’ha confermata in una commedia italiana capace di viaggiare sulle piattaforme, mentre Fuori di Mario Martone l’ha riportata in un contesto d’autore e festivaliero. Il Festival de Cannes la registra nel cast del film in concorso nel 2025, un passaggio che pesa nel suo percorso perché la colloca dentro una vetrina internazionale tra le più esigenti.

Nel 2026 arriva anche il riconoscimento dei David di Donatello: il sito dell’Accademia del Cinema Italiano la indica tra i vincitori come miglior attrice non protagonista per Fuori. RaiNews ha raccontato il premio sottolineando il ruolo di Roberta nel film di Martone. È un risultato significativo perché non premia soltanto la notorietà televisiva, ma una prova cinematografica precisa, inserita in un’opera corale e complessa.

Una presenza pubblica misurata

Raccontare Matilda De Angelis attraverso lavoro e opere è più solido che inseguire dettagli privati non necessari. La sua identità pubblica è già abbastanza ricca: il set, la musica, le serie in costume, il cinema, le piattaforme, i festival e i premi. Anche quando partecipa a progetti molto visibili, la comunicazione più interessante resta quella professionale, legata ai ruoli e alle scelte artistiche.

Questa misura è utile anche per capire perché il suo nome sia diventato familiare a pubblici diversi. Chi segue la fiction Rai l’ha incontrata in un contesto domestico e generazionale; chi guarda le piattaforme la associa a Lidia Poët e alle produzioni internazionali; chi segue il cinema italiano la ritrova nei festival e nei premi. Il punto comune è la capacità di non restare ferma a un solo formato.

Un percorso ancora aperto

La carriera di De Angelis sembra costruita su una regola chiara: cambiare senza disperdere. Il passaggio dalla musica alla recitazione, dalla fiction al cinema, dalla produzione italiana alla serie globale non ha cancellato l’impronta iniziale, fatta di ritmo e presenza scenica. Per questo il suo profilo dialoga bene con altre attrici italiane capaci di muoversi tra cinema e televisione, come Valeria Golino e Jasmine Trinca.

Il futuro professionale resta legato alla scelta dei ruoli. Dopo il successo di La legge di Lidia Poët, i passaggi a Cannes e il David per Fuori, De Angelis ha consolidato una posizione particolare: attrice popolare, ma con credibilità d’autore; volto internazionale, ma ancora radicato nella produzione italiana. È una combinazione che può continuare a generare percorsi interessanti, soprattutto se il lavoro resterà al centro del racconto pubblico.

Fonti

David di Donatello: vincitori 2026 Festival de Cannes: Matilda De Angelis RaiPlay: Tutto può succedere RaiPlay: Leonardo Netflix: La legge di Lidia Poët RaiNews: David di Donatello a Matilda De Angelis

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