Raffaella Griggi entra in una delle caselle più delicate della televisione italiana: dal 23 settembre sarà il nuovo volto di Chi l’ha visto? su Rai 3. Non è un cambio qualsiasi, perché arriva dopo la lunghissima stagione di Federica Sciarelli e riguarda un programma che vive di fiducia, misura e rapporto diretto con il pubblico.

La Rai ha scelto una soluzione interna, puntando su una giornalista che da anni lavora nella squadra della trasmissione come inviata. È una decisione che racconta molto del momento: meno effetto sorpresa, più continuità editoriale. E per Griggi significa trasformare l’esperienza sul campo in conduzione, portando in studio il linguaggio prudente di chi ha incontrato famiglie, testimoni e storie difficili lontano dai riflettori.

Raffaella Griggi, il volto scelto dalla Rai

L’annuncio ufficiale è arrivato dall’Ufficio Stampa Rai: dalla prossima stagione televisiva Griggi condurrà Chi l’ha visto?. Nella nota, il direttore Approfondimento Rai Paolo Corsini lega la nomina alla storia del programma e alla competenza maturata dalla giornalista dentro la redazione. Il punto non è soltanto chi siederà al centro dello studio, ma quale idea di conduzione accompagnerà il passaggio.

Griggi è genovese, classe 1973, e ha costruito una carriera tra cronaca, televisione e giornalismo d’inchiesta. Prima le esperienze locali, poi Sky Tg24, TgLa7, Rai 1 e infine l’approdo a Chi l’ha visto? nel 2017. È un percorso meno fondato sull’esposizione personale e più sulla presenza nei casi, sulle verifiche e sul contatto con chi chiede attenzione pubblica.

Il passaggio da Federica Sciarelli

La successione pesa perché Federica Sciarelli non è stata soltanto una conduttrice: per oltre vent’anni ha rappresentato il tono stesso della trasmissione. Nel racconto Rai il ringraziamento alla giornalista uscente è esplicito, così come l’intenzione di non disperdere il patrimonio costruito in redazione.

Federica Sciarelli durante un incontro pubblico
Federica Sciarelli, volto storico di Chi l'ha visto?. Foto: Simone Ramella, Wikimedia Commons, CC BY 2.0.

Intervistata dall’ANSA, Griggi ha parlato di responsabilità e ha ricordato il lavoro imparato accanto a Sciarelli, soprattutto nel modo di entrare nelle case e nelle storie senza forzature. È un dettaglio importante: Chi l’ha visto? funziona quando il racconto televisivo resta al servizio dei fatti, senza trasformare il dolore in spettacolo.

Il cambio, quindi, non sembra pensato come una rottura. La nuova conduzione dovrà semmai trovare un equilibrio tra identità riconoscibile e necessità di aggiornare ritmo, presenza degli inviati e rapporto con un pubblico che oggi segue i casi anche online, tra sito, social e aggiornamenti in tempo reale.

Perché la scelta parla anche al pubblico femminile

La storia di Griggi interessa perché mette al centro una professionista che arriva alla prima linea dopo anni di lavoro meno appariscente. In un panorama televisivo spesso attratto dal nome più rumoroso, la Rai sceglie una figura cresciuta nel metodo del programma. È una promozione che valorizza competenza, continuità e autonomia professionale.

Per le spettatrici e gli spettatori affezionati, la domanda non sarà solo “chi prende il posto di Sciarelli”, ma come cambierà il patto con la trasmissione. Griggi dovrà essere riconoscibile senza imitare, autorevole senza alzare il volume, vicina senza invadere. È una linea sottile, ma è proprio lì che Chi l’ha visto? ha costruito la propria forza.

La nuova stagione dal 23 settembre

La data indicata dalle fonti è il 23 settembre su Rai 3. La Rai parla di lavoro corale della redazione e degli inviati, con un maggiore coinvolgimento in studio degli spazi tematici legati al territorio. È un’impostazione coerente con la biografia professionale di Griggi, che ha costruito il proprio profilo proprio fuori dallo studio, seguendo vicende di cronaca e scomparsa.

La vera prova sarà mantenere chiarezza nei fatti e delicatezza nel tono. La nomina di Raffaella Griggi non cerca il colpo teatrale: punta su una continuità riconoscibile, ma affida a una donna abituata al campo il compito di aprire una fase nuova. Per un programma così legato alla fiducia, è una scelta meno rumorosa e per questo molto televisiva.

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